Internet è una rete fisica di computer connessi a vari livelli in tutto il mondo. Al di là delle loro caratteristiche hardware, dei sistemi operativi e della collocazione geografica, sono in grado di comunicare tra loro adottando protocolli comuni.
La sua origine, come forse molti non si aspetterebbero, è militare: nasce infatti dalle pressanti esigenze della difesa americana che negli anni '60, a causa della guerra fredda, pretendeva un forte tributo nei confronti dello sviluppo delle strategie in grado di garantire la continuità delle comunicazioni.
Il progetto ARPA (Advanced Research Project Agency) nacque proprio dall'esigenza di rendere “periferica” la rete di comunicazione, per permettere che la distruzione di un singolo nodo non influenzasse la capacità degli altri di continuare a gestire il completo flusso di dati. Non esisteva perciò un nodo centrale, in quanto la sua interruzione avrebbe compromesso le comunicazioni nell'intero network.
Le prime sperimentazioni iniziarono nel 1969 e il primo nodo di Internet era costituito da quattro computer con 12 KB di memoria ciascuno. Questo dato rende chiaro e lampante quanti progressi si siano compiuti da allora e di quale portata.
Già nel 1972 i nodi erano quasi quaranta, e il network, chiamato allora Arpanet, stava lentamente perdendo le sue caratteristiche prettamente militari, grazie anche all'apporto di università e vari enti di ricerca americani. Ancora mancava però un protocollo comune, che in quel periodo divenne una necessità dato che il network si stava espandendo grazie alla connessione di macchine spesso molto diverse tra loro.
Dopo alcuni esperimenti il protocollo TCP/IP si impose come standard per le comunicazioni di rete e quando, nel 1983, avviene il distacco dalla sezione militare, nasce quello che oggi noi chiamiamo Internet. Tutte le caratteristiche della Rete delle Reti erano allora già presenti, almeno in forma embrionale: login su macchine remote, e-mail, accesso ai newsgroup.
Il successo di Internet è molto probabilmente legato al TCP/IP, alla sua completa gratuità che gli ha permesso di essere implementato in ogni sistema operativo e in ogni tecnologia, dando così a ogni computer la possibilità di inserirsi in modo semplice all'interno di un network potenzialmente senza confini. In realtà sono innumerevoli i protocolli presenti in rete, così come le possibilità di accedere ai contenuti, ma alla base della comunicazione di Internet rimane il TCP/IP.
Questo protocollo nella sua parte TCP è suddiviso in quattro livelli, ognuno con un compito ben preciso e distinto:
- il livello della hardware della rete, composto dalle connessioni fisiche, i cavi;
- l'indirizzamento dei computer e la spedizione dei pacchetti di dati, che si occupa di inviare i dati fra le varie postazioni;
- il controllo e la gestione degli invii, che verifica l'effettivo invio dei dati e, in caso di problema, li ritrasmette;
- il livello delle applicazioni e dei servizi di rete gestiti dall'utente, che genera e visualizza i dati veri e propri.
La parte IP è quella che si occupa di identificare ogni computer all'interno di Internet associando univocamente ad esso una sequenza composta da quattro numeri compresi tra 0 e 255 chiamata indirizzo IP.
L'evoluzione continua nel 1986, quando grazie alla nascita di una nuova rete, NSFNet, il numero di connessioni aumenta in modo esponenziale e si espande a livello universitario al di fuori dell'America, giungendo anche in Italia, mentre Arpanet conclude la sua funzione.
Bisogna però attendere fino al 1990 per poter vedere un utilizzo della Rete esteso anche ai meno esperti di connettività. In questo periodo infatti si assiste a un'esplosione di software e servizi dedicati anche a un'utenza più amatoriale: Archie per la ricerca di informazioni, PGP per la crittografia dei dati, e soprattutto il WWW guidano lo sviluppo di Internet nella forma in cui lo conosciamo oggi.
Il progetto World Wide Web (WWW) introdotto dal Cern di Ginevra si basa sul protocollo HTTP che si occupa di trasferire i dati scritti con il nuovo linguaggio HTML sotto forma di documenti interattivi. Il recupero dei documenti avviene attraverso un indirizzamento standard denominato URL, che si basa sul modello “protocollo.nomedominio.suffisso/percorso_della_risorsa”.
L'ultimo strumento utile che manca per la navigazione in Internet come la conosciamo oggi è il browser. Il primo esemplare si chiama Mosaic e fa la sua comparsa sui computer nel 1993, seguito dopo poco da una miriade di altri browsers prodotti da diverse Software House, fra i quali spiccano i noti Netscape Navigator e Microsoft Internet Explorer.
La semplicità che questi browsers arrivano a offrire per accedere alle innumerevoli risorse di Internet, non solo ipertestuali, generano una continua crescita della diffusione di Internet in tutto il mondo. Gli innumerevoli servizi complementari a e-mail, newsgroups e pagine web si vanno a integrare sempre più con le attività delle persone, siano esse per studio, svago o lavoro.
Dopo pochi anni si assiste a un vero e proprio boom di Internet che da vita al concetto di New Economy. Si ha l'impressione che con Internet si possa fare di tutto: vendere, comprare, pubblicare giornali, studiare, curarsi, addirittura gestire amicizie, trovare l'anima gemella e pure sposarsi. Si assiste a un boom economico dovuto alla nascita di migliaia di aziende che fanno di Internet la base del loro business.
Questa esplosione di ottimismo però si ridimensiona ben presto e a tutt'oggi, nei primi anni del XXI secolo, molti sono consapevoli delle immense ma non infinite potenzialità della Rete delle Reti. In questa immensità intanto si fanno strada diverse nuove possibilità di comunicazione alla portata di tutti. Oggi chiunque può partecipare ad un social network, pubblicare i propri video e i propri libri, esprimere le proprie opinioni, senza più barriere fisiche, economiche e sociali. Questo è, in parte, il grande potere di Internet.
Socialmente parlando, il mondo informatizzato sta vivendo un periodo in cui tutti i media, Internet compreso, tendono a convergere, generando sicuramente nuove forme di espressione e nuovi servizi. Ancor di più siamo immersi in grandi cambiamenti e qualunque ipotesi sul futuro prossimo sarebbe azzardata e quantomeno limitativa nei confronti dell'immensa creatività che l'uomo ha sempre dimostrato di possedere.